Il dispositivo standard

La scatoletta emette un ticchettio sinistro.

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The Standard Device

Con molta cautela una mano l’afferra e la gira su un lato. Il rumore di meccanismi in movimento proveniente dall’interno varia di intensità e di frequenza, ma non sembra diminuire, le luci colorate che appaio lungo i bordi non paiono seguire uno schema ricoscibile. La sensazione di inquietudine si fa più forte: non è possibile stabilire in alcun modo quale sia il fine dell’oggetto, potrebbe addirittura essere pericoloso. Lentamente, però un’idea si fa strada: e se fosse opera di un burlone, il quale ha voluto dar corpo a quel sottile disagio che tutti sperimentamo di fronte all’ignoto, in particolar modo se l’ignoto è rapresentato da una macchina? Ed in effetti è proprio così, l’unico obiettivo dell’affare è costringere chi lo guarda (o chi l’ha in mano) a cercare una spiegazione a quello che sente e vede, senza però che questa spiegazione esista.

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Inside the Standard Device

Il (geniale) inventore-costruttore di tutto ciò si chiama Craig Hickman – da quel che si può capire dal suo sito è professore al dipartimento di Digital Arts dell’Università dell’Oregon – e ha chiamato la sua creazione Standard Device, come a sottolineare che le sue funzionalità sono assolutamente ordinarie (o, utilizzando un’altra chiave di lettura, che la maggior parte dei dispositivi cosiddetti ‘standard’ in realtà non hanno alcuna utilità). Lo Standard Device, dal punto di vista tecnico, è costruito intorno ad Arduino o, volendo essere più precisi, al microcontrollore ATMega168, che di Arduino è il cuore, a cui sono collegati una serie di relè elettromeccanici e di led colorati. Il microcontrollore riceve in input il segnale di un accelerometro e, sulla base dei dati ottenuti su posizione e spostamento, comanda l’apertra/chiusura dei relè e l’accansione / spegnimento dei led, con l’unico scopo di generare luci e rumori. La sceda su cui è montato il tutto è racchiusa in un ‘guscio’ costituito da strati di plastica e plexiglass che lo stesso inventore ha provveduto a realizzare con una piccola stazione di lavorazione CNC: il risultato è davvero notevole e contribusce all’impressione di inquietudine iniziale.

Lo Standard Device fa parte di una famiglia di dispositivi, tutti costruiti da Craig, che vanno sotto il nome non casuale di Enigma Gadgets: gli fanno compagnia (per ora) Blink Box, Light Lunch Box, Name Space e I.M. Chip Blue.

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