Un dinosauro? Forse No!

Primo indizio: l’ultima fotografia digitale che ho pubblicato su Flickr uscita dalla mia Canon 400D risale a quasi un anno fa, e guarda caso è una foto della macchina analogica che sto usando di più in questo momento.

Secondo indizio: i contatti aggiunti al mio profilo (sempre su Flickr) da un bel po’ di tempo a questa parte sono quasi tutti fotografi che utilizzano in prevalenza macchine a pellicola.

Terzo indizio: su ebay cerco più spesso “Hasselblad 500” o “Zeiss Flektogon”  che, per esempio “Canon 50D”.

Mi devo preoccupare? A prima vista si direbbe di sì, visto che in giro c’è chi ha già buttato la reflex a pellicola in cantina ed sempre più difficile trovare laboratori che trattino decentemente i negativi (l’ultimo rullo colore 120 l’ho ritirato graffiato e pieno di ditate….devo attrezzarmi per farlo da me, come già faccio il bianco e nero). Eppure , per fortuna, qualcuno evidentemente ancora ci crede, se Amazon vende un libro come questo:

Ralph Lambrecht, Chris Woodhouse “Way Beyond Monochrome“, ed Focal Press, 2011.

Il sottotitolo recita: “Advanced techniques for traditional black an white photography”: come potevo evitare di acquistarlo? E infatti….39 € da Amazon Italia,  e tre giorni dopo era sul mio tavolo. E’ un bel tomo: 560 pagine piuttosto fitte che spaziano dalla chimica delle pellicole al Sistema Zonale alla stampa split passando per le ‘pinhole’ ed i sistemi di archiviazione. Una parte affronta anche le tecniche ibride (ripresa digitale -> stampa analogica su carta chimica e viceversa). Basta dare un’occhiata all’indice per vedere quanti sono gli argomenti di cui si parla!

Insomma, non solo il testo spazia su praticamente tutte le categorie legate alla fotografia monocromatica, ma lo fa  parlandone nel 2011: molti concetti sono già noti a chi abbia affrontato lo studio, anche superficiale, della tecnica fotografica nel suo complesso, ma spesso i testi di riferimento sono un po’ datati e non tengono conto dei mezzi e dei materiali disponibili oggi. Per fare un esempio anche la trilogia di Ansel Adams (‘La fotocamera‘, ‘Il negativo‘, ‘La stampa‘, editi in Italia da Zanichelli), che spesso rappresenta un po’ la pietra di paragone per testi (dovrei dire trattati) di questo tipo,  risente un po’ del tempo.

Ho appena iniziato ad ‘aggredire’ le pagine nei ritagli di tempo, ma direi che è un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualunque appassionato.

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